giovedì 25 luglio 2019

02-14-KOV01 – Sof'ja KOVALEVSKAIA

SOF'JA VASIL'EVNA KOVALEVSKAJA


Sof'ja Vasil'evna Kovalevskaja è stata una matematica, attivista e scrittrice russa. Fu la prima donna russa matematico e fisico, ed anche la prima donna nel Nord Europa ad ottenere una cattedra universitaria (1889, Svezia). A volte il suo nome compare nelle pubblicazioni come Sonya Kowalevski (oppure, occasionalmente, Kowalevsky).
È nata a Mosca, il 15 gennaio del 1850, suo padre era un ufficiale di artiglieria, il nonno materno era un generale di fanteria e un noto matematico, e il bisnonno era un astronomo molto famoso. La giovane Sofia trascorse la sua infanzia a Pablino, una tenuta di famiglia nel distretto di Nevelsk, il governatorato di Vitebsk. Incominciò a prendere lezioni di matematica all'età di otto anni dall'istitutore Iosif Ignatievič Malevič, mostrò eccellenti disposizioni per l'apprendimento della scienza e superò il suo precettore così rapidamente che la sua famiglia dovette trovare un successore.


Istruzione e dottorato

Nel 1866 la Kovalevskaja si recò per la prima volta all'estero. Successivamente si trasferì a San Pietroburgo dove frequentò le lezioni private di analisi matematica di A. N. Strannoliubskij. Nel 1868, all'età di 18 anni, la Kovalevskaja, per poter seguire studi scientifici all'estero, sposò, con un matrimonio di convenienza, Vladimir Kovalevskij, un giovane studente di paleontologia, nichilista, con il quale lasciò la Russia e si recò a Heidelberg per poter studiare, anche se non ufficialmente, all'Università. A quei tempi infatti le donne non potevano frequentare le Università Europee senza il permesso del padre o del marito e non potevano comunque conseguire la laurea.
Nel 1869 frequentò le lezioni di matematica con Paul Du Bois-Reymond e Leo Koenigsberger, fisica con Hermann von Helmholtz e Gustav Kirchhoff, chimica con Robert Wilhelm Bunsen. Di fronte alle sue possibilità, i suoi insegnanti gli consigliano di andare a Berlino per frequentare le lezioni di Karl Weierstraß. Impossibilitata ad entrare all'Università di Berlino a causa del suo sesso, Karl Weierstraß, colpito dalle sue notevoli doti matematiche, volle prenderla sotto la sua guida impartendole lezioni private.


Una matematica russa nel cuore della Comune

La Kovalevskaja fu un'ardente sostenitrice della lotta rivoluzionaria e delle idee socialiste. Nell'aprile del 1871 insieme al marito Kovalevskij andò a Parigi, allora assediata di versagliesi, per curare i combattenti feriti, e per partecipare, con sua sorella Anna Jaclard alla Comune di Parigi. Anna era sposata con Victor Jaclard, che era un membro importante della Comune di Lione prima di lasciare il segno durante la Comune di Parigi. Più tardi partecipò alla liberazione dalla prigione del cognato.
Dopo la sua prematura scomparsa, la sua amica Anne-Charlotte Leffler pubblicò la sua biografia nel 1895. Scrisse che Sonia volesse testimoniare le sue impressioni e i suoi ricordi durante la Comune in un romanzo intitolato: “Les sœurs Kajevsky pendant la Commune (Le Sorelle Kajevsky durante la Comune)”. Questo prezioso libro non fu mai scritto, e Anne-Charlotte Leffler rivelò: "Voleva raccontare una notte in un'ambulanza in cui sua sorella e lei servivano i feriti, con altre ragazze che si erano già incontrate a San Pietroburgo e a Parigi si erano ritrovate. Mentre le bombe esplodevano da tutte le parti, molti feriti arrivavano costantemente, le ragazze parlavano a voce bassa della loro vita passata così diversa da quell'ora presente che sembrava loro di sognare .... le bombe le cadevano attorno senza provocarle il minimo spavento, al contrario, il suo cuore batteva di gioia all'idea di vivere in pieno dramma, nella piena storia".


Tra Russia e Germania

La Kovalevskaja preparò tre diverse tesi di dottorato sotto la guida e il sostegno di Weierstraß e ne seguì una quarta ("Zur Theorie der partiellen Differentialgleichungen") che le fece guadagnare, nel 1874, presso l'Università di Gottinga, un dottorato summa cum laude. I frutti della sua ricerca furono così impressionanti che l'Università ritenne superfluo farle sostenere qualunque altro esame per conseguire la laurea, conferendole il dottorato di ricerca. I suoi risultati, conosciuti come il Teorema di Cauchy-Kovalevski, furono pubblicati nel 1875. Fu così che ottenne, prima donna in Europa, un dottorato in matematica.
Il suo ritorno in Russia fu inutile per la sua carriera professionale poiché nessuna Università riconobbe i titoli conseguiti in Europa. Tuttavia, nel 1879 la Kovalevskaja fece un intervento durante la 4ª conferenza degli studiosi di Scienze Naturali a San Pietroburgo. Nel 1881 fu nominata membro della Società matematica di Mosca come docente privato.
Al ritorno in Germania ebbe una figlia, Sofia. La Kovalevskaja interruppe i suoi studi matematici per circa un anno. Dopo la morte del marito, suicidatosi nel 1883, si trasferì con la figlia a Stoccolma. Nel 1884 cambiò nome e si fece chiamare Sonia Kovalevskij. Divenne, prima donna al mondo, professore di matematica, ottenendo la cattedra all'Università di Stoccolma (Högskola) con l'obbligo di tenere le lezioni in tedesco per il primo anno di insegnamento e in svedese per l'anno successivo. In breve tempo imparò perfettamente lo svedese tanto da pubblicare i suoi lavori di matematica e altre opere in questa lingua.
Nel 1888 vinse il Prix Bordin dell'Accademia delle Scienze di Parigi e nel 1889 ottenne il Premio della Reale Accademia delle Scienze di Svezia. Nello stesso anno ricevette il titolo di Accademica dell'Accademia delle Scienze di Russia.
Il 10 febbraio 1891 la Kovalevskaja morì a Stoccolma di polmonite, all'età di 41 anni. L'anno dopo, la sua cara amica Anne Charlotte Leffler, sorella del matematico Gösta Mittag-Leffler e moglie dell'algebrista italiano Pasquale del Pezzo, le dedicò una biografia poi tradotta in varie lingue: Sonja Kovalevsky: hvad jag upplefvat tillsammans med henne och hvad hon berättat mig om sig själf (Sonja Kovalevsky. Ciò che ho vissuto con lei e ciò che mi ha detto di sé, Ed. Albert Bonniers, Stoccolma, 1892).


Attività scientifica

Le ricerche scientifiche più importanti della Kovalevskaja riguardano la teoria della rotazione di un corpo rigido. La scienziata scoprì il terzo caso classico della risolubilità del problema della rotazione di un corpo rigido con un punto fisso, contribuendo così allo sviluppo della risoluzione studiata inizialmente da Leonhard Euler e Joseph-Louis Lagrange.
La Kovalevskaja dimostrò l'esistenza della soluzione analitica del problema di Cauchy per i sistemi di equazioni differenziali alle derivate parziali. Trattò il problema di Laplace riguardante l'equilibrio degli anelli di Saturno, ottenendo la seconda approssimazione. Riuscì a risolvere il problema della riduzione di alcune classi di integrali abeliani del terzo rango a integrali ellittici. La Kovalevskaja lavorò anche nel campo della teoria del potenziale, della fisica matematica e della meccanica celeste.
Nel 1889 ricevette il Gran Premio dell'Accademia Parigina, per lo studio della rotazione della trottola pesante asimmetrica. Noti scienziati russi, quali Aleksandr Grigor'evič Stoletov, Nikolaj Egorovič Žukovskij, Nikolaj Alekseevič Nekrasov, scrissero opere sui trattati della Kovalevskaja, pubblicate poi nell'edizione russa della "Raccolta Matematica", vol. XVI.


Attività letteraria

Grazie alle sue eccezionali doti matematiche, la Kovalevskaja poté raggiungere alte vette nel campo della matematica e della meccanica. Tuttavia, essendo una natura vivace e passionale, non bastarono le ricerche astratte di matematica e la fama raggiunta a farla sentire completamente appagata nelle sue aspirazioni.
La Kovalevskaja fu sempre alla ricerca di profondi legami sentimentali ma il destino spesso non fu benevolo con lei. Proprio gli anni in cui aveva raggiunto la sua massima fama, nonostante avesse ricevuto il premio dell'Accademia Parigina e l'attenzione di tutto il mondo, furono, per la scienziata russa, il periodo di una profonda sofferenza interiore in quanto sentiva infrante le proprie speranze di felicità. La Kovalevskaja ebbe sempre un rapporto cordiale con quanti la circondavano. Grazie alla sua sensibile e raffinata capacità di osservazione e riflessione poté sviluppare un grande talento per esprimere in forma artistica tutto ciò che vedeva e sentiva. Il ritardo con cui venne scoperto il suo talento letterario e la sua morte precoce non permisero a questa donna straordinaria, profondamente colta ed eclettica, di sviluppare e definire la sua nuova qualità di scrittrice. 
Tra le sue opere letterarie più importanti, scritte in madrelingua o tradotte in russo, citiamo: "Le memorie di George Eliot" (Russkaja Misl, 1886, № 6), "Le memorie dell'infanzia", racconto (Vestnic Europi, 1890, № 7 e 8), "Tre giorni nell'Università di Agraria in Svezia" (Severnij Vestnic, 1890, № 12), Poesia postuma (Vestnic Europi, 1892, № 2). Scrisse in svedese le memorie della rivolta polacca e il romanzo "La famiglia Voronzov" che racconta l'epoca della contestazione giovanile russa alla fine degli anni 60. Ma il maggior interesse è rappresentato dal dramma "Kampen för Lyckan, tvä nne paralleldramer of K. L." (Stoccolma, 1887) perché caratterizza la personalità della Kovalevskaja. Questa opera è stata tradotta in russo da M. Lucitzkaya con il titolo "La lotta per la felicità. Due drammi paralleli". In questo doppio dramma, scritto in collaborazione con la scrittrice svedese Anne Charlotte Leffler–Edgren, la matematica russa ha voluto rappresentare il destino e l'evoluzione di due persone da punti di vista opposti, "come era" e "come poteva essere". Alla base di questa opera sta una sua idea scientifica. La Kovalevskaja infatti era convinta che tutte le azioni e i comportamenti delle persone sono predeterminate ma, nello stesso tempo, riconosceva che nella vita di ciascuno possano presentarsi circostanze in cui è indispensabile compiere una scelta e, a quel punto, gli eventi della vita dipendono da quella particolare scelta. Questa ipotesi della Kovalevskaja aveva un fondamento importante: la ricerca di Henri Poincaré sulle equazioni differenziali. Gli integrali delle equazioni differenziali considerati da Poincaré rappresentano, dal punto di vista geometrico, le curve continue, che si diramano soltanto in alcuni punti particolari. La teoria dimostra che il fenomeno si propaga lungo la curva finché non si arriva al punto di biforcazione: è qui che tutto diventa indeterminato e non si può prevedere in anticipo lungo quale ramo avanzerà la propagazione del fenomeno (si veda anche la teoria delle catastrofi). Sonia aveva pubblicato nel 1890 la storia “Un nichilista”.