mercoledì 6 novembre 2019

04-11-02 – La Carmagnole

LA CARMAGNOLE

 

 


La Carmagnole non è una canzone scritta durante, o per, la Comune di Parigi, ma noi ne parliamo ugualmente perché in quei settantadue giorni fu moto cantata da* Comunard*, specialmente nei loro spettacoli di beneficenza che si tennero nel maggio.

La Carmagnole è una canzone rivoluzionaria creata nel 1792 al momento della caduta della monarchia (giorno del 10 agosto 1792), in concomitanza con la creazione della Convenzione Nazionale, l'arresto di Luigi XVI e poco prima dell'avvento del Regime del Terrore, e che riscosse una grande popolarità. Il testo irride Luigi XVI e Maria Antonietta che vengono indicati con i soprannomi di Monsieur Véto e Madam' Véto (Signore e signora veto).

Divenne popolare in tutta la Francia dopo la caduta del trono per diventare un inno dei senzatetto. Durante gli episodi rivoluzionari che scossero il 19° secolo francese, riapparve adornandosi di nuovi versi. L'aria è invece più antica.

Si chiamano anche carmagnoli i discorsi pronunciati alla tribuna della Convenzione da Barère[1], relatore del Comitato di salute pubblica, fine 1793 e inizio 1794, per annunciare ai deputati le vittorie rivoluzionarie. Questi discorsi, inni lirici dal tono arioso, sono stati chiamati così per segnare la loro analogia con la canzone familiare dei patrioti.

Secondo Claude Duneton[2], nella sua raccolta di canzoni ipotizza che se l'autore de La Carmagnole è rimasto anonimo, fu perché era pericoloso per lui rivendicarla. Ha detto che un cantante di strada, un certo Ladré, non avrebbe rischiato nulla. Da parte sua, egli ritiene che l'autore sia forse una donna, alla luce del primo verso che si rivolge a Maria Antonietta e non al re, e alla luce di certe espressioni. Dà il nome di Madame Roland, il cui odio per Marie-Antoinette era noto e il cui marito, il sig. Roland, ministro del re, fu legato agli eventi delle Tuileries. Inoltre, la signora Roland fu ghigliottinata il 9 novembre 1793 e suo marito si suicidò venendo a conoscenza della sua morte, il che avrebbe impedito ogni ulteriore rivendicazione di «maternità» della canzone.

La Carmagnole ebbe una grande popolarità anche in Italia: ne è una riprova indiretta il fatto che a Napoli i seguaci dei Borboni composero un canto dei sanfedisti come risposta polemica alla Carmagnola. Questo canto popolare divenne un'icona del periodo rivoluzionario: viene eseguito dal coro nel terzo atto dell'opera lirica Andrea Chénier (1896) di Umberto Giordano ed è menzionato in alcuni romanzi ambientati durante la rivoluzione francese come Racconto di due città (1859) di Charles Dickens e il quarto libro (La primula inafferrabile, 1908) del ciclo La primula rossa di Emmuska Orczy. In uno sceneggiato della Rai (Luisa Sanfelice, 1966) sulla vita di Luisa Sanfelice - nella versione romanzata da Alexandre Dumas - fu curata una traduzione in italiano.

Si sono scritte diverse Carmagnoles.

·         Una seconda versione appare nel 1793. Dai suoi versi citiamo:

Nei giorni di festa, divertiamoci...

Divertirsi è così dolce.

 

·         La Carmagnole de Fouquier-Tinville è contemporanea alla Rivoluzione e all'ascesa di Robespierre sul patibolo. Dai suoi versi citiamo:

Fouquier-Tinville aveva promesso

Alla ghigliottina di tutta Parigi.

Ma lui ha mentito,

Perché è una scorciatoia.

 

·         La Carmagnole del partito operaio di Eugène Pottier:

Lunga vita al partito operaio!

E il suo programma e i suoi congressi!

 

·         • Un'altra versione nel 1869:

Cosa serve al repubblicano?

Ferro, piombo e poi pane.

 

·         E nel 1871:

Viva la Comune di Parigi

Le sue barricate e i suoi fucili.

o

Vive il comune di Parigi

Le sue mitragliatrici e i suoi fucili

La Comune battuta

Non arrenderti e basta.

Avrà la sua vendetta

Viva il suono, viva il suono.

 

·         Nel 1880 si trova La Carmagnole des tisseurs.

 

·         E l'8 febbraio 1885, La Carmagnole des corbeaux di Jules Jouy10.

 

·         Nel 1893, La Ravachole canzone anarchica di Sébastien Faure[3], sempre sull'aria di La Carmagnole viene pubblicata per la prima volta nell'Almanach di Père Peinard[4] nel 1894. Il nome fa riferimento all'anarchico François Ravachol[5] che aveva lanciato bombe sulle case dei magistrati responsabili della condanna all'anarchico. Dai suoi versi citiamo:

Nella grande città di Parigi

Ci sono borghesi ben nutriti [...].

 

·         Fine del 19° secolo:

Di cosa ha bisogno il plebeo

La felicità di tutti e la sua.

 

·         Nel 1900, al Creusot, si canta:

La Carmagnole è proibita

Cantarla per strada [...]

Sarà la canzone dell'ultimo grande sciopero prima delle repressioni.

 

·         Nel 1909, si canta la Carmagnole dei postini:

Cosa vuole un onesto postino?

Non voglio che la sua cartella venga truccata.

 

·         Versione del 1917:

Viva la Comune di Russia

Le sue mitragliatrici e i suoi fucili.

 

·         Nel 1957, durante lo sciopero delle banche:

Lo sciopero alla BNCI

Tutto è andato bene.

 

·         Esiste anche sulla stessa aria un canto tutt'altro: La Cattolica, è stata scritta da Théodore Botrel[6] all'inizio del 20° secolo.

 

 

La Carmagnole

 

I

Madam’ Véto(*) avait promis

Madam’ Véto avait promis

De faire égorger tout Paris

De faire égorger tout Paris

Mais le coup a manqué

Grâce à nos canonniers

Refrain

Dansons la carmagnole

Vive le son vive le son!

Dansons la carmagnole

Vive le son du canon(**)!

 

II

Monsieur Véto(*) avait promis

Monsieur Véto avait promis

D’être fidèle à son pays

D’être fidèle à son pays

Mais il a manqué

Ne faisons plus quartier

 

III

Antoinette avait résolu

Antoinette avait résolu

De nous faire tomber sur le cul

De nous faire tomber sur le cul

Mais son coup a manqué,

Elle a le nez cassé

 

IV

Son mari se croyant vainqueur

Son mari se croyant vainqueur

Connaissait peu notre valeur

Connaissait peu notre valeur

Va, Louis, gros paour,

Du temple dans la tour

 

V

Les Suisses(***) avaient promis

Les Suisses avaient promis

Qu’ils feraient feu sur nos amis

Qu’ils feraient feu sur nos amis

Mais comme ils ont sauté

Comme ils ont tous dansé

 

VI

Quand Antoinette vit la tour

Quand Antoinette vit la tour

Elle voulut faire demi-tour

Elle voulut faire demi-tour

Elle avait mal au cœur

De se voir sans honneur

 

VII

Lorsque Louis vit fossoyer

Lorsque Louis vit fossoyer

À ceux qu’il voyait travailler

À ceux qu’il voyait travailler

Il disait que pour peu

Il était dans ce lieu

 

VIII

Le patriote a pour amis

Le patriote a pour amis

Toutes les bonnes gens du pays

Toutes les bonnes gens du pays

Mais ils se soutiendront

Tous au son du canon

 

IX

L’aristocrate a pour amis

L’aristocrate a pour amis

Tous les royalistes à Paris

Tous les royalistes à Paris

Ils vous les soutiendront

Tout comme de vrais poltrons

 

X

La gendarmerie avait promis

La gendarmerie avait promis

Qu’elle soutiendrait la patrie

Qu’elle soutiendrait la patrie

Mais ils n’ont pas manqué

Au son du canonnier

 

XI

Amis, restons toujours unis

Amis, restons toujours unis

Ne craignons pas nos ennemis

Ne craignons pas nos ennemis

S’ils viennent nous attaquer,

Nous les ferons sauter

 

XII

Oui, je suis sans-culotte(4), moi

Oui, je suis sans-culotte, moi

En dépit des amis du roi

En dépit des amis du roi

Vivent les Marseillais

Les Bretons et nos lois

 

XIII

Oui, nous nous souviendrons toujours

Oui, nous nous souviendrons toujours

Des sans-culottes des faubourg

Des sans-culottes des faubourg

À leur santé, nous buvons,

Vivent ces francs lurons

La Carmagnola

 

I

Madame Veto(*) aveva promesso

Madame Veto aveva promesso

Di far sgozzare tutta Parigi

Di far sgozzare tutta Parigi

Ma le è andata male

Grazie ai nostri artiglieri

Ritornello

Balliamo la carmagnola

Viva il suono, viva il suono

Balliamo la carmagnola

Viva il suono del cannone(**)!

 

II

Monsieur Veto(*) aveva promesso

Monsieur Veto aveva promesso

Di essere fedele al suo paese

Di essere fedele al suo paese

Ma ha mancato

Dobbiamo essere senza pietà

 

III

Antonietta aveva deciso

Antonietta aveva deciso

Di farci cadere sul sedere

Di farci cadere sul sedere

Ma le è andata male

E si è rotta il naso

 

IV

Suo marito che si credeva vincitore

Suo marito che si credeva vincitore

Conosceva poco il nostro valore

Conosceva poco il nostro valore

Va, Luigi, grande pauroso

Dal tempio alla torre.

 

V

Gli Svizzeri(***) avevano promesso

Gli Svizzeri avevano promesso

Che avrebbero sparato sui nostri amici

Che avrebbero sparato sui nostri amici

Ma come hanno saltato!

Come hanno danzato tutti!

 

VI

Quando Antonietta vide la torre,

Quando Antonietta vide la torre,

Volle tornare indietro,

Volle tornare indietro,

Aveva la nausea

A vedersi senza onore.

 

VII

Quando Luigi vide scavare la fossa

Quando Luigi vide scavare la fossa

A coloro che vedeva lavorare,

A coloro che vedeva lavorare,

Egli diceva che per poco

Sarebbe stato in quel luogo

 

VIII

Il patriota ha per amici

Il patriota ha per amici

Tutte le brave persone del paese,

Tutte le brave persone del paese,

Ma essi si sosterranno

Tutti al suono del cannone.

 

IX

L’aristocratico ha per amici

L’aristocratico ha per amici

Tutti i monarchici a Parigi

Tutti i monarchici a Parigi

Essi li sosterranno

Come dei veri codardi

 

X

La gendarmeria aveva promesso

La gendarmeria aveva promesso

Che avrebbe sostenuto la patria

Che avrebbe sostenuto la patria

Ma essi non sono mancati

Al suono del cannoniere

 

XI

Amici, restiamo sempre uniti

Amici, restiamo sempre uniti

Non temiamo i nostri nemici

Non temiamo i nostri nemici

Se vengono ad attaccarci,

Noi li faremo saltare

 

XII

Si, io sono un sanculotto, io

Si, io sono un sanculotto, io

A dispetto degli amici del re

A dispetto degli amici del re

Viva i Marsigliesi

I Bretoni e le nostre leggi

 

XIII

Si, noi ci ricorderemo sempre

Si, noi ci ricorderemo sempre

Dei sanculotti dei sobborghi,

Dei sanculotti dei sobborghi,

Alla loro salute, noi beviamo,

Viva questi franchi gagliardi.

 

Note del brano:

(*) Luigi XVI e Maria Antonietta vengono indicati con i soprannomi di Monsieur Véto e Madam Véto, per l’abuso del veto a danno dell’Assemblea Costituente.

(**) Sono i cannoni della Presa delle Tuileries, il 10 agosto 1792: i parigini guidati dai giacobini insorgono per la seconda volta in pochi mesi, invadendo le Tuileries; il 22 settembre 1792 venne proclamata la Repubblica.

(***) I Cento Svizzeri della Guardia Reale sono stati massacrati o dispersi dai Rivoluzionari durante la presa del Palazzo delle Tuileries. Una parte dei soldati era stata corrotta ed era passata con i Rivoluzionari

(****) “Senza culottes” ovvero i braghettoni al ginocchio che erano ancora indossati dai nobili francesi: i nuovi intellettuali e borghesi portavano invece i pantaloni!

 

 

In questo video La Carmagnole cantata da Milva

https://youtu.be/C9c9plm2wnI



[1] Bertrand Barère de Vieuzac, detto Barère de Vieuzac (Tarbes, 10 settembre 1755 – Tarbes, 13 gennaio 1841) fu un politico della Rivoluzione francese e giurista francese.

[2] Claude Duneton nato (Lagleygeolle, 21 aprile 1935 – Lille, 21 marzo 2012), era uno scrittore, romanziere e traduttore francese, storico delle lingue, editorialista della Figaro Littéraire e comico. Fece una campagna per le lingue regionali, compreso l'occitano, e affinché una lingua francese fosse radicata nella gente. La raccolta citata è Histoire de la chanson française - Vol 2. De 1780 à 1860 Éditions du seuil, ottobre 1998.

[3] Sébastien Faure (Saint-Étienne, 6 gennaio 1858 - Royan 14 luglio 1942) è stato un pedagogista, un propagandista e un militante anarchico francese. È stato uno dei principali sostenitori, insieme al russo Voline (Vsévolod Mijáilovich Eichenbaum), della forma organizzativa anarchica conosciuta come anarchismo di sintesi o sintetismo, rifacendosi alla teoria dell'anarchismo senza aggettivi.

[4] Le Père Peinard era un settimanale anarchico fondato da Émile Pouget e pubblicato dal 1889 al 1900.

[5] Ravachol, pseudonimo di François Koenigstein (Saint-Chamond Loire 14 ottobre 1859 - Montbrison, 11 luglio 1892) è stato un anarchico illegalista e propagandista del fatto francese. Il 1° maggio del 1891 il governo francese fece reprimere una manifestazione a Fourmies con l'uso delle armi, 14 persone furono uccise e 40 ferite. Nello stesso giorno a Clichy la polizia arrestò alcuni anarchici che avevano usato delle armi, furono condannati a lunghe detenzioni e ai lavori forzati. Per vendetta, l'11 marzo del 1892 Ravachol mise una bomba nella casa del giudice di Clichy e il 27 marzo in casa del procuratore. Nello stesso mese organizzò un attentato presso una caserma di Parigi. Gli attentati provocarono grossi danni ma non fecero vittime. Ravachol fu riconosciuto dal proprietario di un ristorante nel quale si trovava e arrestato. Alla vigilia del suo processo (26 aprile) il proprietario fu assassinato da una bomba messa nel suo ristorante. Fu condannato ai lavori forzati a vita ma due mesi più tardi il processo passò al tribunale di Montbrison dove era stato accusato di omicidio e la condanna fu trasformata in condanna a morte per ghigliottinamento. Dopo il suo arresto, e durante il processo, l'anarco-individualista Zo d'Axa, attarverso le pagine del suo «L'Endehors», lanciò una sottoscrizione per i famigliari di Ravachol e dei suoi complici. Distribuì denaro alle famiglie dei detenuti, il che portò al suo arresto per «partecipazione ad associazione a delinquere». Nonostante la solidarietà mostrata da diversi esponenti dell'anarchismo, l'esecuzione non fu impedita ed ebbe luogo a Montbrison l'11 luglio 1892 per mano del boia Louis Antoine Stanislas Deibler, lo stesso che ghigliottinerà Vaillant, Henry e Caserio. Ravachol fu sepolto in seguito nello stesso luogo in cui avvenne l'esecuzione.

[6] Jean-Baptiste-Théodore-Marie Botrel (14 settembre 1868 - 28 luglio 1925) è stato un cantautore, poeta e drammaturgo francese. È meglio conosciuto per le sue canzoni popolari sulla sua nativa Bretagna, di cui la più famosa è La Paimpolaise. Durante la prima guerra mondiale divenne il "Bardo degli eserciti" ufficiale della Francia.