lunedì 12 agosto 2019

02-20-02 - Ami du Peuple

AMI DU PEUPLE (AMICO DEL POPOLO)



Giornale politico di Auguste Vermorel, membro della Comune.
Amministrazione: rue Croissant 13.
Formato da un grande foglio con sei colonne per pagina. Ne sono stati pubblicati quattro numeri: il primo numero è uscito domenica 23 aprile; l’ultimo, il numero 4, sabato 29 aprile. Il suo prezzo era di 5 centesimi; Auguste Vermorel ne fu il direttore.
I primi due numeri, che furono stampati da August Vallée, in rue del Croissant 16, erano formati da otto pagine con un disegno curioso sormontato dalla seguente epigrafe: «L'ignoranza è schiavitù. L'istruzione è libertà». La vignetta, disegnata da Randon, rappresenta un cittadino che con una mano dà ai contadini la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e, con l'altra, offre ai bambini il catechismo repubblicano. I rimanenti due numeri dell’Ami du peuple erano formati da un unico foglio di grande formato, due pagine soltanto; la redazione si trovava in rue du Coq-Héron 5. L’editore era Léon. Picard.
All’inizio del suo primo articolo, Vermorel aveva scritto: «Questo non è un giornale». Nonostante ciò, al numero 3, il 28 aprile, questo piccolo foglio venne trasformato in un quotidiano politico
Vermorel, spiegò nel numero 3, che volle fare di questa pubblicazione un resoconto ai suoi elettori e ai suoi concittadini nel genere di Lettere ai suoi elettori di Robespierre o dell’Ami du Peuple di Marat, ma di fronte l'insistenza dei suoi amici e collaboratori, accettò la trasformazione in giornale. I numeri 1 e 2 erano composti, quindi, essenzialmente da un testo di Vermorel e da alcune notizie alla fine. Vermorel riassumeva l'attività della Comune, dopo aver insistito lungamente sul fatto che la rivoluzione del 18 marzo era stata spontanea, senza premeditazione né cospirazione. Contro «le affermazioni del governo di Versailles», dichiarava che il Consiglio della Comune era nato da elezioni assolutamente libere ed eque e non era stato il Consiglio ad iniziare la guerra civile. "Non stiamo combattendo per il potere; lottiamo per il diritto, per le persone giuste". Ciò significava che la Comune non aveva altro scopo che quello di promuovere le riforme sociali in grado di assicurare la formazione e il benessere di tutti. "La rivoluzione del 18 marzo, consacra l’ascesa alla politica del proletariato, come la Rivoluzione del 1789 aveva consacrato l'ascesa alla politica della borghesia". Dobbiamo rispettare la libertà individuale, arrivare alla giustizia sociale e fare che il lavoro sia l’"unica fonte di ricchezza". I numeri 3 e 4 contenevano varie notizie, notizie militari, atti ufficiali e le risposte molto forti di Vermorel a Pyat, che lo aveva accusato di aver ricevuto sovvenzioni dal Ministro dell'Impero Rouher. Per lavare questa accusa, Vermorel pubblicò anche nel numero 4, un articolo intitolato Mon Dossier: Storico e scrittore di talento, Vermorel ha dimostrato un entusiasmo ed una generosità molto vivace, ma che non si basava sempre su un grande realismo politico. (...)

Le copie dell'Ami du Peuple