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giovedì 4 giugno 2020

02-20-53 - La Scie

LA SCIE (LA SEGA)
Organo degli alienati.



Editore: Deforêt e César, rue Neuve-des-Petit-Champs, 64.
Tipografia Talons, place du marché Saint-Honoré, 19.
Piccolo foglio, senza data e senza titolo, interamente illustrato da Moloch.
Sono stati pubblicati due numeri.
L'incisione principale del secondo numero è molto leggera. Raffigura un abate che immerge la sua mano in un tronco per le anime del Purgatorio. Alle sue costole una giovane donna si sfalda audacemente, solleva galantemente le sottogonne. Sotto il disegno, la seguente legenda:
«- Come! abbiamo solo tre proiettili?
- Cosa vuoi, mia cara Troufignette, dato che dobbiamo solo lavorare ai troni! ... »






mercoledì 3 giugno 2020

02-20-51 - La Revolution politique et sociale

LA RÉVOLUTION POLITIQUE ET SOCIALE (LA RIVOLUZIONE POLITICA E SOCIALE)


Redattore capo: Jean Jacques Danduran.
Tipografia Turfin e Juvet, cour des Miracles, 9.
Redazione: presso la tipografia.
Uffici vendite: rue du Croissant, 7.
Redattori: Danduran, Thomas, Ernest.
Un singolo numero, datato 26 Floréal 79 (16 maggio). Prezzo: 5 centesimi.
Foglio singolo, grande formato, con queste tre righe per il programma:
«Il nostro obbiettivo!
La repubblica democratica e sociale universale
Arriveremo subito al punto».






martedì 3 settembre 2019

02-20-103 - Rigoletto

RIGOLETTO (RIGOLETTO)
Giornale illustrato

Direttore: Laglaize.
Disegnatore: E. Ladrejt.
Foglio in 4 pagine, piccolo formato, in vendita presso, rue du Croissant 16 e n tutti i librai.
Stampato da Vallée.
Il primo numero è del venerdì 24 marzo 1871.
Prezzo: 5 centesimi. - Titolo illustrato, ma in nero.
Il secondo e ultimo numero è del 30 marzo.
Prezzo: un centesimo. Annunciava che sarebbe ricomparso giovedì. - Il titolo è uguale al primo numero, solo lo sfondo è colorato in rosso.
Rigoletto si è visto, con piacere, attaccato dai grandi giornali:
"Alcuni grandi formati ci fanno onore di attaccarci. Abbiamo sostenuto la Comune; questo è il nostro crimine.
Schiumate! REAZIONARI!
Macinatevi! cazzi ipocriti! 
La vostra collera è il nostro primo successo".




02-20-102 - Paris Libre

PARIS LIBRE (PARIGI LIBERA)
Giornale della sera

Redazione e amministrazione: rue des Jeûneurs 14.
Direttore; Minetti, che ha firmato dal n. 20.
Ufficio vendite: rue du Croissant 12
fino al n° 25, e rue du Croissant 21
dal n° 26 alla fine. Stampato da Imprimerie nouvelle (Associazione operaia) rue des Jeûneurs 14.
Foglio singolo, grande formato. Prezzo: cinque centesimi.
Redattore capo: un membro della Comune Pierre Vésinier
Le principali rubriche erano: Ultime notizie, Decreti della Comune, La lotta, La gogna delle spie, Notizie da Versailles. L’editoriale del primo numero, "Parigi libera in una Francia libera" sviluppava un programma comunardo. «La Comune –era scritto nel suo primo numero- deve sostituire il vecchio mondo e diventare la sede del nuovo mondo. Questo è il grande ruolo che la Comune deve svolgere nel diciannovesimo secolo. Ruolo che non deve essere diminuito, ridotto a quello di un comune. La Comune e il comune sono due istituzioni perfettamente distinte e non devono essere confuse».
Nel numero 2 si approvano le misure prese contro la stampa reazionaria, tra cui i "giornali immondi, portatori di controversie" che "uscivano dalle fogne di versagliesi". Il numero 18 pubblicò i nomi e gli indirizzi di "tutti gli individui che chiesto di essere impiegati come spie sotto l'Impero". A partire dal 17 maggio, questa lista fu accompagnata da un nuova rubrica, "la storia delle spie".
Paris Libre pubblicò simultaneamente come romanzi: Les Proscrits du XIX siècle, di VÈSINIER, e le Mariage d'une Espagnole, dello stesso autore. Una nota messo sul giornale del 26 aprile (n° 15) indicò l'inizio di quella serie  apparso dal n° 20 al 24 de L’Affranchi.
Fu Paris Libre che ha pubblicò il famoso Pilori des Mouchards, lista in ordine alfabetico delle persone che hanno chiesto di lavorare come spie sotto l'Impero, dal 4 settembre 1870 fino 18 Marzo 1871.
L’ultimo numero (il 43) di mercoledì 24 maggio era composto da un manifesto e l’appello alle armi e alla fraternizzazione, che terminava con queste parole:
"ALLE ARMI!
Coraggio, cittadini, uno sforzo supremo e la vittoria è nostra!
Tutto per la Repubblica!
Tutto per la Comune! "







02-20-99 - Les Mémoires du Père Duchiène

LES MÉMOIRES DU PÈRE DUCHIÈNE (LE MEMORIE DI PADRE DUCHIÈNE)


Foglio singolo che doveva apparire due volte alla settimana le bon bougre Roy, rue du Croissant, 21, ma che in realtà uscì un solo numero.
Tipografia del vero Père Duchêne, rue du Croissant, 16.
Prezzo: 2 soldi
Il titolo è sormontato da una vignetta raffigurante Père Duchène che solleva un'ascia su un prete che lo implora. In un angolo del disegno, questo motto: Mémento mori. - Di seguito, questa leggenda:
"Sono il vero Père Duchéne, cazzo!"
I contenuti del primo numero e unico numero sono piccanti:
«Il piccolo avvertimento di Pére Duchène, con la sua grande mozione per distruggere tutte le presunte opere storiche di Thiers, ....".
Alla fine del giornale ci sono due croci maltesi, con un avviso in cui Père Duchêne annunciava, per la domenica successiva, una ristampa del testo del suo giornale del 1791. - Non uscì.






02-20-100 - Les Chefs révolutioninaires

LES CHEFS REVOLUTIONINAIRES (I CAPI RIVOLUZIONARI)
Per il cittadino VINDEX


Commercio all'ingrosso, da Heyman e Polack, rue du Croissant, 6.
Tipogrfia dell'Associazione Generale, fauburg Saint-Denis, 19.
Un foglio.
Prezzo: cinque centesimi.
È uscito un solo numero.
In questo numero, l'autore ha scritto la biografia di Flourens.
«Dirò allo stesso tempo – scriveva - la vita degli uomini generosi che inseguono la grande lotta, guidando le legioni parigine, e i consigli della Comune rivoluzionaria».
Il cittadino Vindex, autore di diversi opuscoli violenti contro la famiglia Bonaparte, non è altro che l’abate Guénot, autore di Révélations d'un curé démissionnaire (Revelazioni di un prete dimissionario).




02-20-99 - Le Vengeur

LE VENGEUR (IL VENDICATORE)
Direttore -Politico: Felix Pyat

Le Vengeur può essere considerato il successore del giornale Le Combat con una redazione quasi simile.
Direttore politico: Felix Pyat.
Redattore capo: Odilon Delimal
Amministrazione: rué Tiquetonne 66.
Direttore; Charles Heurtebise
Stampato da: Imprimerie Nouvelle (associazione operaia), rue des Jeûneurs 14 nello stabilimento G Masquin e C.
Foglio singolo, grande formato. Prezzo: 10 centesimi.
Questo giornale venne pubblicato in due periodi:
·   il primo iniziò col numero 1 di venerdì 3 febbraio 1871 (15 piovoso, anno 79) e terminò con il numero 35 di sabato 11 marzo 1871 (21 ventoso), in seguito al decreto del generale Joseph Vinoy (che colpì un certo numero di altri giornali di quel periodo tra cui Le Cri du peuple);
·   Le Vengeur riprese le pubblicazioni sotto la Comune di Parigi, con una nuova serie di 56 numeri da giovedì 30 marzo 1871 (10 germinale) a mercoledì 24 maggio (5 pratile).
In totale sono apparsi 91 numeri.


Manifesto pubblicitario per la pubblicazione di Le Vengeur
Prima serie

Tutta questa prima serie è incorniciata da una cornice di lutto.
Il numero 1 di questa prima serie de Le Vengeur iniziava con una dichiarazione: «Le Vengeur succede al Combat. - Stesso personale, stessa bandiera, quella della Repubblica .......... »
Quindi, Le Vengeur è equivalente a Le Combat ma ha semplicemente cambiato nome, ma se questo vale per la prima serie, non è il caso per la secondo dato che gli eventi della Comune ancorano il giornale in un contesto particolare e in una lotta più concreta.
Sempre nel primo numero di questa prima serie, Le Vengeur scrive: «La Repubblica sopravviverà per salvare la Francia e vendicare Parigi! ... Vendicatore! No, la vittoria rimarrà giusta. Le Vengeur giura, inchiodando la sua bandiera al suo noioso, e pronto ad affondare» Le Vengeur era a favore di una guerra totale contro la Prussia (Guerra franco- prussiana del 1870) e di un fiero patriottismo repubblicano.
Il n° 6 fece molto scalpore e fu particolarmente letto perché conteneva il famoso articolo di Milliere, dal titolo: Le Faussaire, articolo, che era stato annunciato l'anno precedente, ne Le Combat del 25 e 29 novembre, e era il resoconto della vita privata di Jules Favre che veniva messo a nudo senza pietà. Questo numero ebbe due edizioni: la prima, fu venduta a Parigi, e la seconda, stampata in numerose copie, fu distribuita nelle province. Questo fu un'eccezione poiché il numeri seguenti furono venduti esclusivamente a Parigi.
Dal 20 febbraio (n° 18) al 10 marzo (n° 34), Augustin Rogeard sostituì il capo della redazione, Odilon Delimal, che si è recato a Bordeaux per occuparsi del corriere dell'Assemblea.
Il 1° e il 2 marzo Le Vengeur non uscì a causa dell'ingresso dei prussiani a Parigi. Aveva consigliato di rimanere a casa e sdi fare il vuoto attorno al nemico. "Facciamo", disse, "la dignità della disgrazia, e preserviamoci dalla follia della disperazione".
Il 10 marzo (n° 34), Delimal riappare alla redazione e il giornale era stampato da Dubuisson, in rue du Coq-Héron. Da lì cambiarono i caratteri di stampa del titolo. Questo numero è importante perché è lui che provocò la soppressione (temporanea) del giornale. In questo numero, Gustave Paul Cluseret, uno dei redattori, lanciò un violento appello alla Guardia Nazionale, riguardante Louis d'Aurelle de Paladines, un militare francese che era appena stato nominato generale in capo:
"L'Assemblea", disse, "non è altro che un gruppo fazioso, il giorno in cui rifiuta di sciogliersi ......... Fatevi rispettare arrestando e accusando il colpevole che dopo aver aiutato a per fare il colpo di stato, tradì la Francia una seconda volta consegnando l'esercito della Loira".
Il giorno dopo il giornale fu soppresso e il n° 35 terminò la prima serie.


Seconda serie

Amministrazione e redazione: boulevard Sebastopol 38.
Direttore: Félix Pyat.
Stamperia Vallée, rue du Croissant 16.
Vendita all'ingrosso da Roy, rue du Croissant 16, fino al 12 maggio (numero 44) e dal n° 45 alla fine in rue du Croissant 21.
Nel primo numero, Félix Pyat celebra la ricomparsa del du Le Vengeur: "Vinoy aveva ucciso Le Vengeur. Il popolo lo ha resuscitato. Le Vengeur riappare con la rivoluzione. Ha abbandonato la sua bandiera del lutto: è la vittoria. Niente più crepe grigie! Oggi indossa i colori brillanti della Rivoluzione trionfante, della Comune rivoluzionaria. Sfoggia la bandiera rossa ...... "
Questo primo numero ha avuto una seconda edizione, in cui l’editoriale le Notizie è stato sostituito dai primi Decreti della Comune e dell'Organizzazione delle Commissioni.
Dal numero 3, il nome di Vallée scompare come stampatore e il giornale porta fino al numero 44 (12 maggio): Stamperia speciale del giornale le Vengeur, rue du Croissant 16. Dal n° 45, sabato 13 maggio, venne stampato in faubourg Saint-Denis 19.
Il 10 aprile (numero 12) è stotola prima volta che il nome di Rogeard appare come Segretario di Redazione.
Negli ultimi due numeri de Le Vengeur che venne stampato sotto forma di manifesto, l'indirizzo della tipografia venne soppresso. Il n° 54 è erroneamente datato 22 maggio anziché 23. Entrambi contengono proclami indirizzati al popolo di Parigi e ai soldati dall'editoriale de Le Vengeur:
«Soldati! Disarmatevi, siamo fratelli: se attaccate, non uscite più. Siete entrati nell’antro nella tana del leone! Ascolta le campane, il generale, il cannone. È il suo ruggito, fai attenzione! è invincibile ... perché combatte per voi combattendo contro voi. {Estratto dal n° 54)»
«Cittadini! Per tre giorni la lotta suprema è entrata nelle nostre mura; la grande lotta tra diritto e privilegio, tra il popolo e gli sfruttatori del popolo, tra la causa più giusta e la cospirazione più criminale; tra la Repubblica e la Restaurazione; tra la più bella delle Rivoluzioni e la più odiosa delle Reazioni. […] La grande città non ha mai sofferto così tanto per la grande causa; più che mai, il suo sacrificio sarà stato sublime: più che mai, la sua vittoria sarà fruttuosa, duratura e decisiva. (Estratto dal n° 56)».