sabato 1 dicembre 2018

02-11-13 - Giovedì 30 marzo 1871

GIOVEDÌ 30 MARZO 1871
(9 GERMINALE ANNO 79)


Il giorno seguente alla pubblicazione delle elezioni, la Comune si è insediata in municipio.
Come lavorava il Consiglio? In principio si riuniva ogni giorno alle 10, il pomeriggio, essendo riservato alle commissioni e alle sedute supplementari, le riunioni furono poi spostate alle 14. Si eleggeva un presidente e il suo segretario, poi il segretario dell'assemblea dava lettura del verbale del giorno precedente, che poteva dar luogo ad osservazioni. Quindi si apriva il dibattito sulle proposte, si discuteva, si votava, si facevano relazioni. Leggi e decreti erano inseriti nel «Giornale Ufficiale». C'erano inoltre i verbali dei lavori delle commissioni; succedeva anche che il Consiglio ricevesse e ascoltasse delegazioni, funzionari municipali, o dei responsabili militari.
Come si vede, si instaura un sistema democratico molto aperto. attentissimo. Un Comunardo, Arthur Arnould, rievocherà questo periodo di intensa, sfibrante attività, mentre i giornali di Versailles parlavano di continue baldorie, orge scandalose.
Come raffigurarsi la nostra esistenza di quei 72 giorni? Come membri della Comune ci riunivamo generalmente due volte al giorno. Queste due riunioni erano interrotte soltanto da un breve intervallo per mangiare. Ciascuno di noi faceva parte di una commissione che comportava il lavoro di diversi ministeri messi insieme, col carico d'amministrare vari settori pubblici (pubblica istruzione, guerra, assistenza, esteri, ecc.). Solo la direzione di ciascuno di questi settori avrebbe richiesto tutte le energie di un uomo. Eravamo sindaci, ufficiali di stato civile, responsabili dell'amministrazione nelle rispettive circoscrizioni. Molti di noi avevano posti di responsabilità nella Guardia Nazionale, nessuno che non dovesse continuamente correre agli avamposti, essere presente nelle fortificazioni, incoraggiare i combattenti, tener conto delle loro istanze; assumersi responsabilità, prendere decisioni. Quasi non dormivamo più. Per quanto mi riguarda, non mi ricordo di essermi spogliato per coricarmi più di dieci volte in due mesi. Una poltrona, una sedia, un bancone per pochi istanti, molto spesso interrotti, fungeva da giaciglio”.
A Versailles, Thiers, e il suo accolito Favre pensano seriamente di chiedere l'appoggio della Prussia per liquidare l'insurrezione rossa.
Molti sono i lavoratori stranieri a Parigi, spesso rifugiati politici, come Leò Frankel ed altri. Essi vivono l'esperienza della Comune in modo totale. Oggi la Commissione elettorale, con un’ordinanza, ha sanzionato l'eleggibilità degli stranieri «considerato che la bandiera della Comune è quella della Repubblica universale».