martedì 7 aprile 2020

04-01-G4 – Menoti GARIBALDI

MENOTTI GARIBALDI

  


Domenico Menotti Garibaldi è nato 16 settembre 1840 nel borgo di São Luís, oggi quartiere della città brasiliana di Mostardas, stato del Rio Grande do Sul, primogenito di Giuseppe e Anita Garibaldi. Venne battezzato con il nome di Domenico, in onore del padre di Garibaldi, ma il Generale volle chiamarlo anche Menotti, in onore del patriota Ciro Menotti[1].

Prese parte nel 1859, quando aveva appena 19 anni, alla Campagna dei Cacciatori delle Alpi della Seconda guerra di indipendenza italiana come guida a cavallo. Partecipò alla spedizione dei Mille, nella quale si distinse nella battaglia di Calatafimi con l’episodio della difesa del tricolore e sul Volturno col grado di Maggiore. Nel 1866, durante la terza guerra di indipendenza, comandò, con il grado di colonnello, il 9º reggimento di volontari garibaldini e fu l'artefice della vittoria nella battaglia di Bezzecca, meritandosi la medaglia d'oro al Valor Militare.

Nel 1870, durante la guerra franco-prussiana, comandò una brigata dell'Armata dei Vosgi, combattendo a Digione[2] e sui Vosgi[3] e meritandosi la Legion d'Onore conferitagli dal governo francese.

Sarebbe stato tra i 43 socialisti rivoluzionari presentati alle elezioni dell'8 febbraio 1871 dell'Internazionale, per la Camera federale delle società operaie e per la Delegazione dei venti arrondissement di Parigi (in realtà era suo padre Giuseppe Garibaldi, ma il manifesto dell'A.I.T. indicava solo: «Garibaldi»).

Menotti Garibaldi fu eletto alla Comune di Parigi, per la quale non aveva nascosto le sue simpatie, in occasione delle elezioni complementari del 15 aprile 1871, dal 19° arrondissement (6.076 voti), ma non entrò in carica.

Massone, fu membro della loggia romana "Propaganda massonica" del Grande Oriente d'Italia.

Divenne deputato alla Camera nei collegi di Velletri e di Roma per otto legislature, dal 1876 fino al 1900[1].

Si sposò con Italia Bidischini dall'Oglio e ne ebbe sei figli.

È morto a Roma il 22 agosto 1903 (per aver contratto la malaria) all'età di 62 anni, ma le sue spoglie furono trasportate nella tomba di famiglia, nota anche come Tomba di Menotti Garibaldi. Era infatti stata fatta costruire da lui stesso nell'odierna frazione Carano Garibaldi, all'epoca nel comune di Velletri, dal 1936 in quello di Aprilia. Gli furono tributati solenni funerali di Stato ai quali si associò ufficialmente il governo francese.



[1] Ciro Menotti (Migliarina di Carpi, 23 gennaio 1798 – Modena, 26 maggio 1831) è stato un patriota italiano. Affiliato alla Carboneria già dal 1817, maturò fin da giovane forti sentimenti democratici e patriottici, che lo portarono a rifiutare la dominazione austriaca in Italia. Nel gennaio del 1831 Ciro Menotti organizzò nei minimi dettagli una sollevazione nel ducato di Modena. Ciro Menotti, aveva intrecciato rapporti amichevoli con il duca Francesco IV(duca di Modena e Reggio dal 1814), che si mostrava particolarmente interessato alla questione ed aveva in mente oscuri progetti espansionistici per tramutare il suo piccolo ducato in un regno italico. Menotti cercò il sostegno popolare e l'approvazione dei neonati circoli liberali che stavano proliferando in tutta la Penisola. Il 3 febbraio 1831, dopo aver raccolto le armi, radunò cinquantasette congiurati nella propria abitazione, poco distante dal Palazzo Ducale, per organizzare la rivolta. Francesco IV, tuttavia, con un brusco voltafaccia certamente impostogli dal governo austriaco, decise di ritirare il suo appoggio alla causa menottiana ed anzi chiese l'intervento restauratore della Santa Alleanza. Menotti venne arrestato e condannato a morte mediante impiccagione. La sentenza fu eseguita il 26 maggio 1831.

[2] Capoluogo del dipartimento della Côte-d'Or e della storica regione della Borgogna.

[3] L’Armata dei Vosgi(*) è stata una parte dell’esercito della terza repubblica francese comandata da Giuseppe Garibaldi e che era formata principalmente da volontari provenienti da Polonia, Italia, Irlanda, Inghilterra, Spagna e America. Comprendeva anche i francesi che erano fedeli al loro paese, ma dissentivano dai vincoli che univa l'esercito regolare francese. Questi uomini erano spesso membri dei franchi-tireur, le forze della guerriglia che ha combattuto al di fuori del campo di applicazione della dell'esercito regolare. L’Armata era organizzata in quattro brigate: la prima comandata dal Generale Bossack , la seconda dal colonnello Delpeck, la terza da Menotti Garibaldi, la quarta brigata era sotto il comando da Ricciotti Garibaldi. Il capo di stato maggiore per l'esercito dei Vosgi era il generale Bordone (**). Tra le altre cose, Bordone era incaricato di procurare tutte le forniture di cui l’Armata aveva bisogno. Quando il governo francese, alla fine del mese di gennaio, si arrese all'esercito prussiano, l’Armata dei Vosgi, il 10 marzo, si sciolse. 

(*) I Vosgi sono una catena montuosa dell'Europa centro-occidentale, che si estende lungo il lato occidentale della valle del Reno in direzione nord-ovest, da Belfort a Magonza.

(**) Philippe Toussaint Joseph Bordone, alias "General Bordone", era un medico e chirurgo navale nato il 1 novembre 1821 ad Avignone e morto a Parigi il 29 febbraio 1892. Di origini italiane che aveva seguito Giuseppe Garibaldi nella spedizione nelle due Sicilie. Il 7 ottobre 1870, con il battello Ville de Paris, raggiunse la Corsica e, per ingannare la sorveglianza della marina italiana, continuò il viaggio su una piccola barca. Indi prese a bordo Giuseppe Garibaldi, che sbarcò a Marsiglia, per portare il proprio soccorso alla Repubblica che aveva sostituito il potere assoluto di Napoleone III.