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domenica 26 aprile 2020

07-04 - Armand Guerra - La Commune (1914)

LA COMMUNE

Titolo originale: La Commune

Paese di produzione: Francia
Anno: 1914
Durata: 19 min
Dati tecnici: B/N, film muto
Genere: storico, drammatico
Regia: Armand Guerra

Le Cinéma du Peuple, una ditta cinematografica fondata a Parigi il 28 ottobre 1913 da un gruppo di anarchici, ha prodotto fino al giugno 1914 una decina di documentari e di pellicole a soggetto, tra i primi esempi di opere politiche e libertarie. La Commune, ispirato agli avvenimenti del marzo 1871, è stato realizzato dal militante anarchico spagnolo Armand Guerra - alias José Maria Estivalis-Calvo - con la consulenza storica di Lucien Descavos, scrittore della Comune. L'opera più ambiziosa della compagnia avrebbe dovuto includere diversi episodi, ma ne venne girato uno solo; gli esterni al Pré Saint-Gervais coinvolsero molte comparse. Questa copia è una delle poche tuttora conservate del Cinéma du Peuple. Un altro film, Le Vieux Docker, è conservato in stato incompleto dalla Cinémathèque française.

  
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sabato 25 aprile 2020

07-03 - Peter Watkins - La commune (Paris, 1871)

LA COMMUNE (PARIS, 1871)


La Commune (Paris, 1871) è un film storico-drammatico del 2000 diretto da Peter Watkins sulla Comune di Parigi. Come rievocazione storica in stile documentaristico, il film ha ricevuto molti consensi dalla critica, per i suoi temi politici e per la regia di Watkins.

Trama

Napoleone III perde la guerra contro la Prussia dopo c’è l’assedio di Parigi, particolarmente duro per il popolo parigino. Siamo nel 1870-1871 e la miseria è grande. Il 17 e 18 marzo 1871, il popolo parigino, che rifiuta la capitolazione, si ribella. Nasce la Comune di Parigi.
Mentre la televisione di Versailles riporta l'evento in modo parziale e orientato, viene creata e organizzata una commissione comune per trasmettere questo momento che, sebbene importante nella storia del movimento operaio, rimane comunque uno dei più pochi conosciuti della storia della Francia.
I giornalisti si recano nei luoghi in cui nasce la Comune: municipio, barricate, club femministi, ecc. e conducono interviste per riferire la realtà alla popolazione. Le persone raccontano i loro sogni, le loro rivolte, le loro lotte e dichiarano le loro opinioni ...


Produzione

La Comune (Parigi, 1871) ha suscitato interesse anche per il suo cast molto grande e principalmente non professionale, e che comprende molti immigrati dal Nord Africa. Alcuni dei Versaillais sono stati reclutati da un annuncio classificato collocato a Le Figaro mentre i comunardi sono stati reclutati dagli abitanti dell'11° arrondissement di Parigi I membri del cast hanno partecipato e fatta propria la ricerca per l'approfondimento del progetto. Watkins ha detto del film: "La Comune di Parigi è sempre stata seriamente emarginata dal sistema educativo francese, nonostante - o forse perché - è un evento chiave nella storia della classe operaia europea, e quando ci siamo incontrati la maggior parte del cast ha ammesso di conoscere poco o nulla sull'argomento ed è stato molto importante che le persone si siano coinvolte direttamente nella nostra ricerca sulla Comune di Parigi, acquisendo così un processo esperienziale nell'analisi di quegli aspetti dell'attuale sistema francese che stanno fallendo nella loro responsabilità di fornire ai cittadini un processo veramente democratico e partecipativo".


Le riprese

La Comune (Parigi, 1871) è stato girato in soli 13 giorni in una fabbrica abbandonata alla periferia di Parigi.
Come molti dei film successivi di Watkins, è piuttosto lungo: la versione integrale dura 5 ore e 45 minuti, anche se quella più comune dura 3 ore e mezza. La versione lunga è disponibile su DVD. La realizzazione di La Commune (Parigi, 1871) è stata documentata nel 2001 dal National Film Board del Canada nel documentario The Universal Clock: The Resistance di Peter Watkins, diretto da Geoff Bowie.


Critica

La Comune (Parigi, 1871) è stato acclamato dalla critica cinematografica. L'aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes riporta un'approvazione del 100% con un punteggio medio di 8/10. In Metacritic, il film ha un punteggio medio di 90/100, che indica "un plauso universale".
La rivista J. Hoberman of Sight & Sound ha scritto: "Watkins ripropone la storia nelle sue stesse rovine, usa i media come una cornice e, nonostante ciò, riesce a impregnare la sua narrativa con una presenza straordinaria. Un trionfo dell'azione spontanea. " Jonathan Rosenbaum lo ha definito "l'ultima grande opera" di Watkins. Dave Kehr, scrivendo per il New York Times, lo ha definito "osservazione essenziale per chiunque fosse interessato a compiere un passo esplorativo al di fuori delle regole di Hollywood".
Nel 2016, Michael Atkinson di The Village Voice lo ha classificato come il più grande film dal 2000.
Titolo: La Commune (Parigi, 1871)
Paese di produzione: Francia
Anno: 2000
Genere: drammatico, storico, documentario
Regia: Peter Watkins
Sceneggiatura: Agathe Bluysen e Peter Watkins
Durata: 345 minuti, il film è diviso in due parti
Data di uscita nei cinema: 7 novembre 2007 (in Francia)
Cast:
Eliane Annie Adalto, Anne Carlier, Micheline Letourneur, Béatrice Mandelbrot et Flora Pierre: lavanderie
Pierre Barbieux, Roland Fontaine, Gaston Lepage, Manon Lepage, Prune Sauvageot, Leila Mandelbrot, Tilly Mandelbrot, Zinedine Vergnaud: bambini nel cortile Popincourt
Bernard Bombeau: panettiere
Maylis Bouffartigue : Marie-Louise Théron
Geneviève Capy: la moglie del medico
Véronique Couzon: Marie-Louise Beauger
Piotr Daskiewicz, Przermyslaw Galkiewicz e Marek Przbyla: agenti di polizia
Nicole Defer: proprietaria del laboratorio di cucito e lavanderia
Patrick Dell'Isola: Émile Léonard Morterol
Jürgen Ellinghaus: ufficiale dell'esercito di Versailles
Caroline Esnard-Benoit: moglie del panettiere
Jean-Michel Gallois: portinaio
Joachim Gatti: Joachim Rivière
Jean Giacinti: Adolphe Thiers
Virginie Guibbaud: Léontine Rombert
Armelle Hounkanin: Françoise Boidard
Catherine Humbert: Marguerite Lachaise, cantiniera del 66° battaglione, guardia nazionale
Steve Kreisler: Wickham Hoffmann
Lucette Labreuil e Michel Labreuil: proprietari del Café Watrin
Rémy Le Champion e Laurent Parisi: agenti di polizia
Jean Legal: dottore
Elisabeth Lemaitre: banco dei pegni
Elsy Mandelbrot: studentessa nel convento
Samy Nogaro: Émile Théron
Aurélia Petit: Blanche Capellier
Pascal Schiltz: marinaio
Dirk Sikorski: Anatole Cordier
Gérard Watkins: Gérard Bourlet
Philippe Welsh: il padre
François Damiens: riparatore di fucili della Guardia Nazionale (non accreditato)
Laurent Roth


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venerdì 24 aprile 2020

07-02 - Sólveig Anspach - Louise Michel, la rebelle

SÓLVEIG ANSPACH - LOUISE MICHEL, LA REBELLE


Titolo internazionale: Louise Michel
Titolo originale: Louise Michel, la rebelle
Paese: Francia
Anno: 2009
Genere: fiction
Regia: Sólveig Anspach
Durata: 90'
Data di uscita: FR 07/04/2010
Sceneggiatura: Sólveig Anspach, Jean-Luc Gaget, Jacques Kirsner, Michel Ragon
Fotografia: Isabelle Razavet
Montaggio: Matilde Grosjean
Scenografia: Jimmy Vansteenkiste
Costumi: Edith Vesperini
Musica: Martin Wheeler
Produttore: Jacques Kirsner
Produzione: Jem Productions, France Télévisions, TV5 Monde
Supporto: Gouvernement de la Nouvelle Calédonie, Province Sud de Nouvelle Calédonie, Centre National de la Cinématographie et de l'Image Animée
Cast: Sylvie Testud
Nathalie Boutefeu
Alexandre Steiger
Bernard Blancan
Augustin Watreng
Eric Caruso
Jean-Paul Smadja
Pierre Deladonchamps
Coralie André
Magali Vuillemot


Trama
Louise Michel è una donna determinata, una militante, una ribelle, una Comunarda. Tutti sanno chi è ma nessuno sa niente di lei. Condannata per aver combattuto contro le truppe di Bismarck ed in seguito contro quelle di Versailles, dopo la sua incarcerazione nella fortezza di Rochefort, Louise viene deportata con altre migliaia di altri rivoluzionari nella lontana Nuova Caledonia. Nel frattempo a Parigi il giovane e instancabile parlamentare Georges Clemenceau si batte per ottenere l'amnistia dei Comunardi. Maestra e vicina a Victor Hugo, Louise si rivela, durante la deportazione, un personaggio incredibilmente carismatico e una membro esemplare della resistenza. Tutti la adorano. Non solo la donna rafforza il coraggio dei compagni detenuti, ma crea un legame con gli abitanti dell'isola, i Kanaks. Insegna loro il francese, scopre i loro costumi e la loro identità e solidarizza attivamente con loro nel momento in cui si rivoltano contro l’ordine coloniale. La sua anarchia non è ideologica, ma un comportamento morale, un ostinato rifiuto nei confronti dell’ingiustizia e delle discriminazioni. A Parigi, come a Nouméa, la storia di Louise è quella di una ribelle.


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giovedì 31 ottobre 2019

07-01 - Novyj Vavilon - Nuova Babilonia

Novyj Vavilon - Nuova Babilonia


Titolo originale: Новый Вавилон (Novyj Vavilon)
Lingua originale: russo
Paese di produzione: Unione Sovietica
Anno: 1929
Durata: 80 min
Dati tecnici: B/N, rapporto: 4:3, film muto
Genere: storico, drammatico
Regia: Grigorij Michajlovič Kozincev, Leonid Zacharovič Trauberg
Casa di produzione: Sovkino
Soggetto: ispirato ai romanzi Au bonheur des dames, La débacle, Nana di Émile Zola
Sceneggiatura: Grigorij Kozincev, Leonid Trauberg
Fotografia: Andrej Moskvin
Scenografia: Evgenij Enej
Musica: Dmitrij Šostakovič.
Interpreti e personaggi: Elena Kuzmina (Louise Poirier, commessa)
Pëtr Sobolevskij (Jean, soldato)
David Gutman (padrone dei grandi magazzini Nouvelle Babylone)
Sofia Magarill (attrice)
Sergej Gerasimov (Lutro, giornalista)
S.S. Goussev (Poirier)
Janina Jeimo (Thérèse, modista)
A. Gluškova (lavandaia)
Evgenij Žerviakov (soldato della Guardia Nazionale)
Andrej Kostriškin (primo funzionario)
A. Zargickaja (ragazza sulle barricate)
Vsevolod Pudovkin (commerciante)
Arnold Arnold (deputato)
Oleg Jakov, Ljudmila Semjonova.


Trama

L’azione si svolge a Parigi negli anni 1870-1871. In una città in cui si alternano scene della proverbiale “bella vita”, per le classi privilegiate, e scene più meste per i meno abbienti. Un treno coperto di bandiere francesi conduce i soldati al fronte. La borghesia parigina in preda all'estasi patriottica li applaude gridando slogan sciovinisti: "Fategli versare il sangue a Berlino!". Un susseguirsi serrato di vestiti di seta e di mani che agitano fazzoletti. I grandi magazzini La Nuova Babilonia. Tessuti chic in abbondanza. Un'enorme bambola campeggia in vetrina. Le clienti affollano il negozio, prese dalla foga dei saldi. Un elegante commerciante con un monocolo pubblicizza la sua merce attirando la clientela. Al gran ballo c'è il pienone. Borghesi, ubriachi, prostitute siedono ai tavoli illuminati da lampade rotonde. Una donna dal pesante maquillage e dall'aspetto volgare esegue un numero comico e canta una canzonetta frivola. Segue un cancan appassionato eseguito da ballerine seminude. Un baccano generale: "Tutto in vendita!".
Si diffonde la notizia della sconfitta francese nella guerra franco-prussiana, mentre i prussiani intraprendono l’assedio di Parigi.
Jean è un soldato, che non sa scegliere se affiliarsi alla Guardia Nazionale francese, che difende le rivendicazioni del popolo minuto parigino, o alle truppe governative, riunite a Versailles, che stanno trattando la resa col nemico vittorioso. Egli, quand’era in condizione di estremo bisogno, è stato molto aiutato da Louise, commessa dei grandi magazzini “Nouvelle Babylone”; tuttavia, anche in seguito alla promessa che gli viene fatta di un pronto congedo, si unisce, a malincuore, all’esercito lealista di Versailles.
Cambio di scena. Persone di tutt'altro genere popolano una stradina buia. Alcune donne indigenti fanno la coda in silenzio. Dopo aver scoperto che gli ufficiali ritireranno da Parigi l'artiglieria della Guardia Nazionale, le donne vanno incontro ai cannoni e si precipitano verso gli ufficiali per offrire loro del latte. Questo simbolo di maternità lascia il posto all'odio delle donne: "Ritirate i vostri cannoni!", gridano ai nuovi soldati in arrivo. Una ragazza si getta sulla strada per ostacolare l'avanzata del cannone, è pronta a morire.
Viene costituita la Comune di Parigi: i lavoratori parigini hanno un loro breve momento di sollievo, rendendosi conto che ora stanno lavorando per sé stessi, secondo i dettami della Comune, senza essere sfruttati, come in precedenza, dalle classi dominanti.
Viene la volta delle barricate, delle pietre scagliate, del combattimento aperto tra due mondi rappresentati dalle due diverse folle.
Le truppe governative attaccano violentemente i comunardi, sotto gli sguardi compiaciuti, da Versailles, di alcuni elementi dell’alta borghesia parigina, fra i quali quelli del proprietario dei “Nouvelle Babylone”.
È evidente che la Comune è agli sgoccioli. Nonostante la strenua difesa sulle barricate che i comunardi oppongono all’attacco, essi vengono vinti.
Dopo il massacro, Jean si aggira nella città alla ricerca di Louise, che è stata fatta prigioniera. La vede in occasione di uno dei processi sommari che vengono intentati nei confronti dei comunardi, mentre egli è adibito a scavare le fosse dei numerosi condannati a morte. Louise, rimane sotto la pioggia di fronte ai suoi nemici, ha l'aria sfinita. Quando si accorge della presenza di Jean, scoppia in una risata sarcastica, e disperata. Un ufficiale di Versailles la tratta come una prostituta, lei lo schiaffeggia. Per vendicarsi, l'ufficiale la fa fucilare, mentre l'amante traditore della donna, il contadino Jean, le scava la fossa. I comunardi vengono uccisi uno a uno e la baionetta sollevata in aria dall'ultimo di loro, morente, provoca la gioia degli ufficiali. Prima di morire un comunardo scrive sul muro: "Viva la Comune!".


Novyj Vavilon rappresenta il culmine dell'avanguardia sovietica, il film più audace e l'ultimo muto della FEKS, la Fabbrica dell'attore eccentrico, punto di contatto tra la libertà linguistica e teorica degli anni Venti e la 'coscienza totalitaria' del realismo socialista anni Trenta. Il film deve il suo titolo all'appellativo con cui veniva allora definita in URSS la città di Parigi, 'Babilonia contemporanea'; al romanzo di Georges Eekhoud La nouvelle Carthage; e soprattutto alla rappresentazione di Babilonia in Intolerance di David W. Griffith. Il secondo titolo con cui il film è conosciuto, Sturm Neba (Assalto al cielo), deriva invece dal nome che Karl Marx aveva dato alla Comune di Parigi: tra le intenzioni di Grigorij Kozincev e Leonid Trauberg c'era anche quella di dar vita a un melodramma, e questo secondo titolo appariva loro molto promettente dal punto di vista commerciale. I cineasti si ispirarono inoltre ad alcuni romanzi di Zola e in particolare a Au bonheur des dames, o più in generale allo spirito e ai temi della letteratura naturalista. Sergej Ejzenštejn, che per i suoi film aveva tratto ispirazione soprattutto dagli ambienti popolari creati del grande romanziere francese, pur apprezzando molto Novyj Vavilon rimproverò i suoi colleghi di avervi in qualche misura "ripulito la Storia". L'intenzione degli autori di realizzare un film commerciale fu poi corretta in due diversi momenti: prima in fase di scrittura, dopo la visione di Konec Sankt-Peterburga del collega Vsevolod Pudovkin, che li colpì per il suo nuovo linguaggio tanto da spingerli a riscrivere la sceneggiatura, e poi in fase di montaggio grazie all'incontro con Adrian Piotrovskij, che lavorava per la Lenfil′m e fece loro conoscere il saggio di Ejzenštejn La quarta dimen-sione del cinema, in cui veniva sviluppata la teoria del 'montaggio intellettuale' in grado di spezzare la narrazione cinematografica tradizionale. Il risultato fu che Novyj Vavilon ottenne incondizionato apprezzamento dagli addetti ai lavori, ma fu bandito e accusato di formalismo dal comitato per la censura ministeriale del Sovkino.
Per il pubblico il film si rivelò un'esperienza ardua, non solo per la frantumazione del racconto e la ricercatezza figurativa, ma anche a causa della musica estremamente raffinata di Šostakovič, pensata per un'orchestra dalle grandi capacità: i musicisti delle normali sale cinematografiche non riuscivano a interpretarla adeguatamente e non si produceva quasi mai, quindi, una vera armonia con le immagini. L'impegno sociale, tuttavia, non risulta soffocato dalla ricerca estetica. Kozinčev e Trauberg rimasero fedeli alla Storia, mostrando la sconfitta della Comune dovuta in parte alla divisione tra i contadini (la classe più arretrata, che tradì la rivoluzione) e gli operai (la classe più fortemente rivoluzionaria). Il tradimento della commessa Louise da parte del suo amante contadino Jean è l'immagine dei tradimenti indotti dal terrore che si insinua all'interno delle famiglie, tema cruciale nel cinema e nella società sovietica degli anni Trenta. Esistono attualmente tre versioni di Novyj Vavilon, diverse per durata e montaggio: la copia per la distribuzione europea e americana è di 1.900 metri, la versione conservata presso il Gosfil′mofond è di 2.200 metri, mentre quella in possesso della Cinémathèque Suisse è di 2.900 metri.


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giovedì 31 ottobre 2019


07-00 - Video

domenica 6 ottobre 2019

07 - Film, video, documentari e programmi storici

FILM, VIDEO, DOCUMENTARI E PROGRAMMI STORICI