lunedì 3 dicembre 2018

02-11-27 - Giovedì 13 aprile 1871

GIOVEDÌ 13 APRILE 1871
(23 GERMINALE ANNO 79)


La scorsa notte il generaleDombrowski respinse una nuova offensiva delle truppe di Versailles. A Parigi la Comune si organizza.
Oggi la Comune, proseguendo la sua opera di pulizia della città da ogni simbolismo antidemocratico, promulga questo decreto:

«Articolo unico. La colonna di Piace Vendôme sarà demolita, visto e considerato che la colonna imperiale di Piace Vendôme è un simbolo di barbarie e forza bruta, un'affermazione di militarismo, la negazione del diritto internazionale, un oltraggio permanente dei vincitori ai vinti, un continuo attentato a uno dei tre grandi principi della Repubblica francese: la Fratellanza».

Gustave Courbet 
(La colonna era avvolta da uno strato di bronzo proveniente dai cannoni strappati ai -nemici da Napoleone I, e sul quale erano raffigurate le imprese militari imperiali).
Continua da parte della Comune la riappropriazione di Parigi per i lavoratori, e ciò in tutti i campi, compreso quello delle arti. II 6 aprile Courbet, eletto al Consiglio della Comune, aveva lanciato un appello agli artisti. “È urgentissimo riaprire i musei e pensare seriamente a una prossima esposizione; che tutti si mettano subito all'opera, gli artisti delle nazioni amiche rispondano a questo appello”.
Courbet faceva parte di una schiera d’irriducibili oppositori dei differenti regimi borghesi: non ebbe l’audacia, dopo la feroce repressione del giugno '48, di dipingere dei lavoratori? Non era amico di Proudhon, di Vallès (di cui fece il ritratto)? Non aveva sbattuto in faccia a Napoleone III la legion d'onore, che l'imperatore si era degnato di accordargli? Non aveva organizzato a Digione una mostra in favore dei minatori di Creusot in sciopero? Dopo la caduta dell'Impero non ebbe il cattivo gusto di pubblicare le Lettere all'esercito e agli artisti tedeschi con proposte di questo genere: “Lasciateci i vostri cannoni Krupp, li fonderemo con i nostri”?
Gustave Courbet ha annunciato oggi la creazione della Federazione degli artisti. Eletto presidente della Société des peintres (Società dei pittori) tre giorni fa, il famoso pittore realista intende unire «tutte le intelligenze artistiche» per contribuire «agli splendori del futuro e della Repubblica universale».
Riuniti nel grande anfiteatro della scuola di medicina, in rue Racine 3, più di 400 artisti rispondono all'appello, programmando l'elezione dei loro delegati e votando un progetto di federazione in cui si prefiggono un triplice obiettivo: «la conservazione dei tesori del passato, la valorizzazione di tutti gli aspetti del presente, la preparazione di un futuro migliore con l'istruzione generalizzata». Gustave Courbet, creando questa organizzazione, spera di servire ad un duplice scopo. Da un lato, viene in aiuto alla sua professione, in crisi dall'assedio di Parigi e la sua presa in carico da parte della Comune ha fatto scappare i ricchi clienti della città. D'altra parte, la mette al servizio delle gloriosa impresa comunarda, cercando di esaltarla con spettacoli e capolavori.
Fin dalle sue origini, la Comune ha nei suoi membri molti artisti, letterati o chansonniers. Con questa federazione che deve riunire tutti i rappresentanti di pittura, scultura, decorazione, incisione e architettura, trova un'alleata naturale; basta ricordare la feroce repressione subita dagli artisti socialmente impegnati sotto Napoleone III, a partire da Gustave Courbet e dalla sua Origine del mondo. Tra gli altri membri del comitato, 47 in tutto, eletti da artisti a suffragio universale, ci sono altri oppositori del regime imperiale, come i fumettisti Daumier e Gill, o i pittori Corot e Manet. Quest'ultimo è stato eletto senza essere presente al grande anfiteatro.
All'annuncio della creazione della federazione, la Comune decise di affidare a Gustave Courbet il compito di riaprire i musei in tutta la capitale. L'accesso all'arte sarà ora gratuito. Sempre a favore della rivoluzione, Courbet è stato nominato presidente della commissione dei musei e delegato alle Beaux-Arts durante la proclamazione della Repubblica il 4 settembre.
Il pittore dichiara che vuole continuare la riconquista artistica di Parigi. Non si limita a riaprire le sale per mostrare spettacoli a favore di vedove e orfani della Guardia Nazionale. La federazione degli artisti dovrebbe iniziare a scrivere un rapporto sulle riforme da effettuare nell'amministrazione alle Belle-Arti. Un membro del comitato sta già gridando ad alta voce un "governo del mondo dell'arte agli artisti" e una "rigenerazione del futuro" attraverso l'arte. Il rapporto sarà quindi presentato alla Commissione di istruzione pubblica. Un prossimo incontro è in programma al Louvre il 17 aprile.
Gli artisti della «Repubblica Comunarda» non vogliono rinchiudersi nella produzione e commercializzazione delle loro opere; al contrario, vogliono affrontare la globalità dei problemi artistici, attuare una gestione e una riflessione collettiva, partecipare allo sviluppo delle attività culturali fra le masse (corsi di disegno, di scultura nella scuola primaria, conferenze, esposizioni, scambi internazionali).
Manifesto Federazione degli artisti (riproduzione fatta per il 140° anniversario della Comune)