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mercoledì 9 aprile 2025
giovedì 27 giugno 2019
02-14-BRI49 - Henry BRISSAC
HENRI
BRISSAC
Henry Brissac era un
giornalista e politico francese, nato a Parigi il 16 novembre 1826.
Fourierista[1]
e pacifista, segretario di Felix
Pyat, redattore del giornale Le Vengeur
(Il Vendicatore) nel febbraio 1871, fu attivamente coinvolto
nel Rivoluzione
del 1848. Segretario Generale del Comitato esecutivo della Comune di
Parigi, fece poi parte del Comitato
di salute pubblica. Condannato ai lavori forzati a vita, deportato in Nuova
Caledonia. Dopo l’amnistia
tornò a Parigi ed aderì al Partito dei Lavoratori Francesi (P.O.F.) e pubblicò
molti opuscoli nella Revue socialiste (Rivista socialista).
Brissac pubblicò articoli anche in molti altri giornali come: La Démocratie
pacifique, L’Écho de l’Ouest, la Revue de Paris, L’Humanité, Le Rappel,
La Cloche, Le Combat
(1870), Le Citoyen, Le Citoyen de Paris, Le
Cri du peuple, Le Parti ouvrier, La Petite République, L’Aurore, La Commune
(marzo 1871).
È morto il 16 maggio 1906 ed è
sepolto nel cimitero di Père-Lachaise
al colombario dell’87ª divisione.
[1] Fourierismo: sistema socialista
cooperativo di Charles Fourier (Besançon, 7 aprile 1772 – Parigi, 10 ottobre
1837), un filosofo francese, che ha consigliato la riorganizzazione della società
in piccole comunità, che vivono in comune. che ispirò la fondazione della
comunità socialista utopista chiamata La Reunion sorta presso l'attuale Dallas
in Texas, oltre a diverse altre comunità negli Stati Uniti d'America (tra le
quali ricordiamo Brook Farm, fondata nel 1841 vicino Boston e sciolta a seguito
d'un incendio, nel 1849). Fourier critica fortemente la società borghese
capitalista del tempo, che è fallita perché il libero mercato non ha portato
quel benessere che aveva promesso: il mondo capitalista ha ampliato il divario
tra pochi che hanno molto e molti che hanno poco. Il capitalismo ha
disumanizzato la società esasperando la competizione individuale e
reintroducendo la schiavitù (lavoro minorile, alienazione etc…). Altro elemento
negativo è la falsità dei prezzi: non li fa più il mondo del lavoro ma il mondo
della finanza. La vita economica è falsificata in quanto il capitalismo bada
esclusivamente alla finanza. Sul piano politico Fourier denuncia come il potere
sia al servizio degli speculatori e le decisioni vengano imposte sulla pelle
dei cittadini. Per avere un mondo diverso da quello a lui contemporaneo bisogna
consentire all'individuo di recuperare i propri istinti e le proprie passioni.
02-14-BRI22 - Gabriel Marie BRIDEAU
GABRIEL
MARIE BRIDEAU
Gabriel Marie Brideau è nato a Mortagne-au-Perche[1] nel gennaio 1844, ed è stato un giornalista
e rivoluzionario francese.
Blanquista[2], il 14 agosto 1870 partecipò con Émile
Eudes e altri al fallito tentativo di impadronirsi della caserma dei
pompieri di La Villette, alla periferia di Parigi, e furono entrambi arrestati
e, condotti davanti al tribunale di guerra. Entrambi furono riconosciuti da
diversi testimoni, ma che non poterono specificare il ruolo che svolsero
nell’assalto alla caserma. Sia Brideau che Eudes
non negarono di aver preso parte all’azione, e dichiararono di aver voluto
protestare contro l’omicidio di un pelapatate e che volevano rovesciare il
governo per cacciare i prussiani. Entrambi furono condannati alla morte il 29
agosto. La caduta dell'Impero,
il 4
settembre 1870, gli salvò la vita e il giorno successivo i manifestanti li
liberarono dalla prigione.
Delegato al Comitato centrale dei 20° arrondissement,
firmò l'Affiche
rouge (il Manifesto rosso), stampato il 6 gennaio 1871, affisso sui muri di
Parigi assediata dall’esercito prussiano dal settembre 1870, chiedeva le
dimissioni del governo provvisorio e la formazione della Comune di
Parigi.
Con l'instaurazione della Comune,
divenne commissario di polizia e il 14
aprile 1871 firmò l'ordine d'arresto di Gustave Chaudey, vice sindaco di
Parigi, presente al municipio durante la manifestazione del 22
gennaio 1871 svoltasi per protestare contro la decisione del Governo
della Difesa Nazionale di offrire ai prussiani la capitolazione di Parigi e
reo di aver ordinato alle truppe di sparare sulla folla.
Durante la Settimana
sanguinante, mentre Parigi cadeva nelle mani dei versagliesi, una spia, di
nome Leleu, avendo intravisto il suo revolver sotto il cappotto, lo seguì e lo
arrestò, mentre era in compagnia di Eudes.
Tuttavia, riuscì a fuggire, mentre il tribunale
lo condannava a morte in contumacia il 22 febbraio 1872. Fuggì a Londra, dove
morì nel 1875.
[1] Nel
dipartimento dell'Orne nella regione della Normandia.
[2] Il blanquismo fu un movimento dottrinale e
attivista a favore, in primo luogo, della Repubblica e, una volta raggiunta,
del comunismo in Francia, che era in vigore durante il diciannovesimo
secolo, penetrò fino in fondo in modo dominante ed eccitante tra intellettuali
e studenti, e fu anche caratterizzato da una forte disciplina rivoluzionaria
combattiva. Deve il suo nome allo
scrittore, politico e leader di questa fazione, il francese Louis
Auguste Blanqui.
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