giovedì 27 giugno 2019

02-14-BAU36 - Henry BAUËR

HENRY BAUËR


Adolphe François Henri Bauër, conosciuto semplicemente come Henry Bauër, è nato a Parigi il 17 marzo 1851, è stato uno scrittore francese, polemista, critico e giornalista.
Henry Bauër è nato dalla relazione tra Alexander Dumas padre (1802-1870) con Anna Bauer, un’ebrea tedesca di Baden, moglie di Karl-Anton Bauer, agente commerciale austriaco che viveva a Parigi, dove si registrò col cognome «Bauër» con la dieresi. Dopo l'emigrazione di Karl-Anton in Australia, da dove sparì, il figlio illegittimo crebbe da solo con la madre, i cui successi aziendali gli consentono di provvedere all'istruzione di suo figlio.
Frequentò il collegio Bosquet per tre anni, fino a quando andò in infermeria, malato per le cattive cure e per i colpi ricevuti dai suoi compagni brutali e grossolani dati ad un bambino che il suo insegnante aveva soprannominato "Quasimodo". Iniziò poi a frequentare il liceo "Louis-Legrand" dal 1864 al 1867. In quell’istituto sperimentò «la vanità, la stoltezza dei figli di commercianti, di borghesi opulenti che mi hanno ispirato l’amore per i deboli e gli umili»; ma, pur soffrendo di una disciplina rigorosa, ha apprezzato l'educazione classica.
Dopo aver superato i primi esami e il tormento di un’adolescenza con acuta sensibilità, si trovò studente libero, inebriato dalla vita bohémien del Quartiere Latino. La madre voleva che studiasse diritto; lui preferiva medicina. Si iscrisse alle due scuole, li frequentò a malapena e fu comunque ammesso agli esami del 1° anno.
Descriveva l'atmosfera ardente dei caffè in cui si celebrava la Rivoluzione del 1789, dove venivano discusse idee e azioni politiche; i suoi compagni preferiti erano Charles Longuet, Rigault e Tubercal. Charles Longuet ebbe una grande influenza su di lui; lo incitò a leggere, e Bauër ammirò in Proudhon il riformatore prima, il critico in seguito. In questo modo si avvicinò sempre più ai cerchi rivoluzionari. Ha preso parte alle contestazioni degli studenti organizzati contro gli insegnanti troppo docili all'Impero, come il professore di medicina Tardieu, per esempio, che testimoniò a favore di Pierre Bonaparte nel caso Victor Noir; aveva persino sognato di lanciare delle bombe contro l'Imperatore, ma alcuni dei suoi compagni erano fuggiti via e il fabbricante delle bombe era un informatore della polizia!
Entrò a più riprese, in occasione di organizzazioni o partecipazioni ad eventi pubblici, in conflitto con il sistema giudiziario del Secondo Impero. Durante il 1870, passò diversi mesi di carcere per varie attività politiche (rivolte, incontri pubblici non autorizzati, lesa maestà, ecc.); ha subito tre condanne: da uno a tre mesi di prigione per una riunione pubblica non autorizzata (Parigi, 3 agosto 1870); le altre due a otto mesi e otto giorni, il 5 agosto, per violazione della legge sugli incontri pubblici e oltraggio agli agenti; si è trattato di una seduta che ha presieduto in un club in rue de Choisy (13° arrondissement) dove, nello stesso momento, aveva protetto un commissario malmenato e pronunciato un discorso furioso contro l'Impero.
Il 4 settembre 1870 lo liberò da Sainte-Pélagie, e si arruolò nella Legione Schoelcher[1], composta da repubblicani e che si rifaceva a quella del 1848.


L’impegno nella Comune

Nuovamente arrestato nei primi di novembre sul Pont-au-Change, con un fucile a moschetto carico, per la sua partecipazione alle manifestazioni del 31 ottobre 1870, dove all'Hotel de Ville svolse il ruolo di informatore, scrivendo su carta i nomi proposti per il comune e gettandoli alla gente, fu anche accusato (dal quinto consiglio di guerra) di aver «assunto una missione importante nel Journal officiel». Venne imprigionato nel carcere di Mazas il 1° gennaio 1871, dove condivise la cella con un futuro esponente della Comune Gustave Flourens, che lo impressionò fortemente, come ha riportato nelle sue memorie.
Rilasciato dagli uomini della Guardia Nazionale comandati da Amilcare Cipriani nella notte del 21 e 22 gennaio 1871, cominciò a scrivere per diversi giornali rivoluzionari, tra cui Le Cri du Peuple di Jules Vallès. In quell’occasione scelse di firmarsi col nome  «Henry Bauër» che tenne per il resto della sua vita. Nelle sue colonne, il giovane giornalista di 19 anni criticò la capitolazione delle forze armate francesi e prese le parti per le forze della classe operaia, come nell'articolo «Les Jeunes» del 23 febbraio 1871:
"Di fronte a tutte queste vergogne e disapprovazioni, un solo partito è rimasto fedele al suo posto di combattimento: è il partito dei lavoratori, è il partito dei diseredati, è il partito del futuro. Deve essere nostro, di noi, che abbiamo vent'anni".
Alla proclamazione della Comune di Parigi il 18 marzo 1871, Henry Bauër venne nominato capitano della Guardia Nazionale presso lo stato maggiore del generale generale Eudes. Il 10 maggio è stato nominato comandante della sesta Legione Federale della Comune, e il 22 maggio, Capo dello Stato Maggiore dal capitano Régère, dove partecipò come ufficiale nelle sanguinose battaglie di strada della Settimana sanguinante, in particolare nel quartiere di Montparnasse, che lo vide combattere ferocemente: «Ho appena avuto il tempo durante la lotta - scrisse Vallès - per vedere come ci difendiamo. Due o tre volte volevo tornare nel lato dove Lisbonnne ed Henri Bauër resistevano come matti alla Barricata di rue Vavin». Più tardi, Henry Bauër dirà a suo figlio che "sarebbe stato meglio per lui morire ... quel giorno nel calore della battaglia e della gioventù".
Alla caduta della Comune, Bauër fuggì dalla capitale prima di essere arrestato, il 21 giugno 1871, a Joinville-le-Pont[2] e portato nelle galere dell'Orangerie di Versailles, dove si trovavano agli arresti i prigionieri Comunardi. Rinchiuso, fu segnalato nel luglio del 1871 come pericoloso; vide una volta sua madre che protestò contro i maltrattamenti che stava subendo. Il 25 settembre 1871 fu condannato a sette anni di esilio dal tribunale di guerra.
Sua madre tentò invano di presentare un appello e un ricorso alla grazia, che comunque il figlio Henri rifiutò di firmare e, il 1° maggio 1872, da Saint-Martin-de-Ré[3], fu imbarcato con 300 Comunardi sulla nave Danaé destinata alla Nuova Caledonia.
La prigione di Nuova Caledonia


Sette anni di esilio nella colonia penale

Dopo cinque mesi di navigazione, in parte trascorsi in una cella a pane e acqua per aver rifiutato di eseguire un ordine, Bauër arrivò a Noumea e dovette stabilirsi nella penisola di Ducos, colonia penale francese. Ottenne una concessione e costruì la prima capanna della sua deportazione. Visse con Rochefort e Grousset che non poterono tenerlo informato della loro fuga - dopo di che fu oggetto di una maggiore sorveglianza.
Regolarmente informata delle privazioni che il figlio subiva nella colonia francese, sua madre impegnò tutti i suoi beni per raggiungerlo.
Malgrado la preghiera di suo figlio a non farlo, Anna Bauer si trasferì in Nuova Caledonia, dove arrivò all'inizio del 1875. Affittò una casa a Noumea, dove visse 15 mesi fino alla su espulsione da parte del governatore della colonia penale perché sospettata di aver anche lei sostenuto la Comune. Così Arnna Bauer andò a Sidney; dove invano cercò di organizzare la fuga di suo figlio. Successivamente si trasferì a Ginevra e a Losanna, dove si stabilì per sempre, e da dove potè sempre mandare soldi per vivere.
In Nuova Caledonia, Bauër fece la conoscenza di molti Comunardi di primo piano, in particolare di Louise Michel, che presto ne diventò un amico stretto, con cui mantenne una permanente corrispondenza. Bauër fornì articoli ai giornali francesi sui penitenziari della Nuova Caledonia e organizzò spesso, in collaborazione con Louise Michel, numerosi eventi culturali, tra cui una serata di musica Kanak. Ha anche scritto la Revanche de Gaëtan (la vendetta di Gaëtan), una rappresentazione teatrale scritta nel 1879 a Noumea.
Il 12 luglio 1876, Bauër cedette alle insistenze della madre ed inviò una richiesta di grazia al presidente Mac-Mahon, che fu respinta nel marzo del 1877. Dopo la dimissioni di Mac-Mahon nel gennaio 1879, l'Assemblea nazionale decretò un'amnistia parziale per gli atti in questione in relazione con la Comune. L'assenza del nome di Bauër nell'elenco delle amnistie raddoppiò l'energia di sua madre che, nell'aprile 1879, scrisse nuovamente al nuovo presidente Jules Grévy per far ottenere la grazia a suo figlio, inserendo lettere di raccomandazioni di Jules Favre, Édouard Lockroy e Victor Hugo. Avendola finalmente ottenuta, il 24 maggio 1879, Bauër lasciò la Nuova Caledonia il 19 luglio 1879 e in ottobre sbarcò in Francia.


La critica del tetro impegnato

Il 24 marzo 1880, Bauër, all’età di 29 anni, si sposò, contro la volontà di sua madre, con Pauline Lemariée, di 13 anni più giovane di lui. Louis Blanc fu tra i testimoni del matrimonio. Durante la sua luna di miele, la giovane coppia andò al festival di Bayreuth, in quanto Bauër aveva una passione per tutta la musica di Richard Wagner. Nel 1882 nacque Charles, il primo figlio della coppia. Nel 1884 perse la madre. Nel 1888 nacque il suo secondo figlio, Gerard.
Sarah Bernhardt: Cleopatra
Nel 1881 Bauër riprese la sua attività di giornalista, scrivendo per la prima volta a le Réveil (il Risveglio) fondato da Lanessan al quale collaborava, tra l'altro, Verlaine. C'era anche lo scrittore e drammaturgo francese Alphonse Daudet che lo notò e lo designò suo successore come critico teatrale. Nel 1884, l'editore di Réveil, Valentin Simond lanciò il quotidiano l'Écho de Paris, dove Bauër rimase fino al 1898, periodo nel quale fu uno dei critici teatrali più influenti in Francia, pubblicando regolarmente una colonna in prima pagina, e riservandosi le critiche di tutte le importanti prime dei teatri di Parigi, scrivendo due volte una settimana una cronaca sulla vita letteraria parigina.
Bauër, cui fu particolarmente interessato al nuovo teatro naturalista, difese con veemenza il Teatro-Libero di André Antoine e il teatro dell’Opera di Lugné-Poë, contribuendo alla scoperta di scrittori come Octave Mirbeau, seguì le parti prese da Emile Zola nei dibattiti sui suoi testi letterari, ma anche nell'affare Dreyfus[4], e contribuì sempre di più, per la sua posizione di critica, ad introdurre in Francia gli «uomini del nord» come Henrik Ibsen, August Strindberge e Lev Tolstoj.
Bauër sostenne giovani artisti stranieri, come Oscar Wilde e il suo Salomé, che ha difeso contro i violenti attacchi alla decadenza dell’opera. Durante lo scandalo suscitato dal Ubu re, fu l'unico critico riconosciuto di essere stato al fianco del suo autore Alfred Jarry. Ebbe anche una particolare predilezione per l'attrice Sarah Bernhardt, la cui performance salutò in numerosi articoli entusiasti e con cui visse una storia d'amore appassionata che durò sette anni.
La sua collaborazione con l'Echo de Paris non impedì a Bauër di pubblicare una serie di opere. Il romanzo Une comédienne (1889) e la raccolta di racconti brevi De la vie et du rêve (1896) non hanno avuto molto successo, mentre le Mémoires d’un jeune homme, un romanzo fortemente tinto di autobiografia è stato notato anche fuori dalla Francia.
La carriera di critico, portò considerevoli ricavi a Bauër, la cui famiglia viveva in una casa a Vésinet[5], poté permettersi un altro appartamento in Bretagna oltre ad un appartamento parigino che occupava più di due piani. Tuttavia, le sue prodigalità per promuovere progetti teatrali e privati lo lasciarono in una cattiva posizione finanziaria dopo la fine delle sue attività all'Echo de Paris.


Gli ultimi anni
Incisione di Henry Bauër di Fernand Desmoulin, 1897

La presa di posizione di Bauër a favore di Zola e Dreyfus non corrispondeva alla linea politica dell'Echo de Paris, che era piuttosto conservatrice, ma le tensioni si aggravavarono con i conflitti sull’autore di «Ubu re». Di conseguenza, Bauër alla fine lasciò il giornale nel 1898 per scrivere critiche teatrali, ma con una portata distintamente minore, per il giornale socialista la Petite Republic.
Una collezione delle sue cronache all'Echo de Paris venne pubblicata nel 1899 sotto il titolo di Idée et Réalité. Bauër diresse la sua commedia Sa maîtresse nel 1900 (stampata nel 1903) al teatro di Vaudeville dove non ha superato le dodici performance. L’ultima Chez les bourgeois (scritta nel 1909) non fu quasi notata.
Nel 1915 Bauër si ammalò e andò ad Evian sul lago di Ginevra, per ristabilirsi, ma la sua condizione peggiorò rapidamente, tantoché suo figlio Gerard lo portò in un ospedale di Parigi dove morì, il 21 ottobre 1915, all'età di 64 anni. Il suo funerale si svolse nel cimitero di Père-Lachaise e le sue ceneri furono portate nella cripta familiare a Chatou, da dove sono stati trasferiti, nel 1963, per iniziativa del figlio Gérard Bauër, nel cimitero di Charonne, da allora, una pietra tombale commemora Henry Bauër.


Personalità e lavoro

Bauër è descritto, negli articoli dell’epoca, come un «bel gigante»: alto circa 1,80 m, corpulento con una imponente capigliatura brizzolata e una carnagione vigorosa che, con l'età, andava sempre di più somigliando al suo padre biologico, Alexandre Dumas. Era considerato irascibile, polemico, ma molto gentile con tutti i giovani artisti che distinguevano un "profilo nuovo".
L'influenza di Bauër sulla scena culturale di Parigi è considerata rilevante. Una resoconto dell’epoca lo descrive come il catalizzatore della critica teatrale progressista e grande avversario dei critici tradizionalisti, in particolare di Francisque Sarcey e Jules Lemaître. La sua parola aveva la forza della legge, specialmente tra gli artisti.
Il suo lavoro di critico e la sua attività giornalistica furono considerati importanti, mentre i suoi tentativi di scrittura poetica, anche  se stimati, ma non ebbero molto successo. Come giornalista era noto anche per essere vigorosamente a favore dell'uguaglianza femminile, contro la discriminazione verso gli omosessuali e gli ebrei, per il disarmo e il pacifismo.


Opere

·   La Revanche de Gaëtan, Nouméa, Locamus, 1879.
·   Mémoires d’un jeune homme, Paris, Charpentier, 1895.
·   De la vie et du rêve, Paris, H. Simonis Empis, 1896.
·   Idée et réalité, Paris, H. Simonis Empis, 1899.
·   Sa maîtresse. Comédie en 4 actes, Paris, Stock, 1903.
·   Chez les bourgeois. Comédie en 4 actes, Paris, Stock, 1909.


Giornali

Cronaca necrologica non firmata Le Figaro, 22 ottobre 1915, pg. 3.



[1] Victor Schoelcher (Parigi 22 luglio 1804 - Houilles (Seine-et-Oise) 1893) era un politico repubblicano democratico; autore del decreto che abolisce la schiavitù coloniale, nel 1848.
[2] Nel dipartimento della Valle della Marna nella regione dell'Île-de-France.
[3] Nel dipartimento della Charente Marittima nella regione della Nuova Aquitania.
[4] Alfred Dreyfus (Mulhouse, 9 ottobre 1859 – Parigi, 12 luglio 1935) è stato un militare francese. Nel 1871 la Francia era reduce dalla sconfitta subita nella guerra Franco-Prussiana, ed i rapporti interni erano ancora tesi. Nonostante il processo si basasse su documenti palesemente falsi, Dreyfus fu condannato quale estensore di una lettera indirizzata a un ufficiale tedesco in cui venivano rivelate importanti informazioni militari francesi. Nonostante l'esplodere del caso, Dreyfus non fu interamente riabilitato prima del luglio 1906, grazie a un verdetto della Corte di Cassazione
[5] Nel dipartimento degli Yvelines nella regione dell'Île-de-France.